© Marco Guidi per Romagna Street Photography
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Le foto della Cesenatico di Marco sono come mattoncini dei lego. Sulla scatola del set c’è una cartolina di Cesenatico, di quelle che si trovano fin dagli anni ’50. Gettati alla rinfusa sul tavolo, i mattoncini non comunicano altro che l’opportunità della riproduzione del set in copertina. Ma se si tratta di lego, e della fotografia, buona parte del divertimento è NON seguire le istruzioni e creare.
Marco in A Cesenatico (Sulle orme di Hemingway) compie questa operazione e utilizza i frammenti mitici del luogo comune per assemblare un’altra Cesenatico, fatta della stessa materia di quell’altra, però sorprendente. E sorprendente perché fa pensare alla natura di entrambe le Cesenatico, e costringe a interrogarsi su quale sia quella più vera, o più finta.

Sul tempo
Il tempo si ferma col tempo. Non con un sedicente istante decisivo. Ripeto. Il tempo si ferma col tempo e con lo spazio. Preferisco parlare di esposizioni e non di scatti, parola che rimanda a un rumore metallico e immediato. Esposizione è una parola che ha più il sapore della lentezza e del tempo per addentrarsi di più nell’essenza delle cose, almeno secondo la propria visione . Ma perché il tempo si ferma col tempo? Può sembrare assurdo ma per vedere come il tempo che vogliamo fermare, serve una costruzione ed una riflessione verso la fotografia che appunto richiede tempo, e poi nel caso richieda solo riflessione, serve lo spazio da percorrere fisicamente per arrivare e trovare il luogo adatto per esporre, che troviamo nella nostra testa in base al pensiero e all’esperienza del luogo, oppure tramite la ricerca. Perciò una fotografia, non ha le dimensioni del negativo o della stampa, ma ha le dimensioni proprie dello spazio che è servito per ottenerla e ha la durata espositiva pari al tempo necessario alla sua realizzazione/costruzione.
– Marco Guidi

Location: Cesenatico